La Secante

29 04 2008
Cesena: 600mila mezzi in superstrada nel primo mese

La Secante piace ai cesenati
Nella superstrada già il 20% del traffico totale

La Secante piace: oltre 600mila veicoli in transito nel primo mese di apertura sono un vero successo per la superstrada urbana di Cesena, che assorbe già il 20% dell’intero traffico cesenate e la maggior parte dei mezzi pesanti. Un bilancio al di là delle più rosee previsioni per il suo primo mese di vita
Ecotunnel della superstrada urbana Ecotunnel della superstrada urbana

I dati riguardanti i transiti dei veicoli all’interno dell’ecotunnel si rivelano infatti superiori alle stime pronosticate alla vigilia dell’apertura dell’ultimo lotto della superstrada urbana, avvenuto lo scorso 27 febbraio.

Nel solo mese di marzo, infatti, hanno percorso la galleria della Secante circa 627mila veicoli, con una media 20.225 al giorno. Considerato che il dato è risultato tenendo conto anche dei week end, durante i quali la circolazione è più ridotta, è facile intuire come nei giorni feriali l’utilizzo della strada vada ben al di sopra di questa cifra.

Ciò significa che oltre il 20% dei 102mila veicoli che si muovono quotidianamente lungo la direttrice est-ovest di Cesena ora transita su questo percorso. E il dato è ancora più significativo perché di questa percentuale fanno parte quasi tutti i mezzi pesanti che fino a pochi mesi fa percorrevano la via Emilia e le altre strade urbane della rete cesenate.

«Siamo davvero soddisfatti di questo risultato
» – commenta il sindaco Giordano Conti. «Esaminando i flussi emerge un aspetto molto significativo. Secondo le stime, il traffico di attraversamento a Cesena è quantificabile in circa 15mila veicoli al giorno, e possiamo ritenere che oggi questi rappresentino circa il 75% di quelli che utilizzano la superstrada. Ma c’è un altro 25% di passaggi che va sicuramente ricondotto alla scelta della secante da parte degli stessi cesenati, come itinerario più comodo e veloce per spostarsi da una parte all’altra della città».

Analizzando nel dettaglio la composizione del traffico, risulta che dei 20.225 veicoli transitati giornalmente nell’ecotunnel la parte del leone la fanno le automobili (16.708 pari al 82,6%), mentre gli autocarri rappresentano il 16,6% (3.358).

«Questo primo monitoraggio
– aggiunge l’assessore alla Mobilità

Marino Montesiconferma con i numeri un elemento che era già diventato evidente, muovendosi all’interno della città, ossia la riduzione delle auto su quei percorsi urbani. I veicoli in transito quotidianamente su via Europa sono scesi da 4.204 a 2.278 (-46,4%), mentre in viale Bovio sono diminuiti del 30,9% (da 21.638 a 14.950 veicoli al giorno), in viale Finali del 22,12% (da 20.160 a 15.700 veicoli) e in viale Carducci del 13,56% (da 18.395 a 15.900). Risultati positivi si sono avuti anche per via Madonna dello Schioppo (passata da 16.365 a 15.220 veicoli), per la cosiddetta ‘circonvallazione sud’ (da 19.764 a 17.180 veicoli) e per gli altri percorsi minori, dove si è registrato complessivamente un calo del 46,4% dei transiti. In media si registra un calo dei transiti in città di circa il 20%».

Siete anche voi tra gli oltre 600mila automobilisti passati per la Secante? O dovete ancora farvi un giro nell’ecotunnel? Fateci sapere le vostre impressioni inviando commenti, immagini o video del vostro “tour” sulla nuova superstrada.

fonte http://ilforomagna.repubblica.it/





Risultati elettorali del Quartiere Ravennate

19 04 2008

Camera

Senato

Camera

Senato

Camera

Senato





Struttura residenziale di Salute Mentale a Martorano

16 04 2008

Un nuovo “gruppo appartamento semi-protetto” di quasi 150 metri quadrati, dotato di 4 camere da letto (due singole e due doppie), due servizi igienici, e provvisto di tutti i comfort e requisiti di sicurezza richiesti dalla legge. In Via Ficchio, a Martorano, ha aperto i battenti  la nuova struttura residenziale del Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda USL di Cesena.

Il nuovo edificio accoglie i 6 pazienti seguiti dal Centro di Salute Mentale dell’Ausl, fino ad oggi ospitati nella “vecchia” struttura di via Don Minzoni, che una volta ristrutturata sarà destinata esclusivamente alle attività riabilitative a ciclo diurno.

Il trasferimento della parte residenziale di via Don Minzoni nella nuova struttura di via Ficchio rientra infatti nella più vasta riorganizzazione dell’offerta semiresidenziale e dei servizi riabilitativi dei Centro di Salute Mentale dei Distretti Cesena–Savio e Rubicone che vede il potenziamento degli interventi destinati alle persone con problematiche psichiatriche maggiori e a rischio di esclusione sociale. In sostanza, il progetto “via Ficchio”, costituisce un ampliamento complessivo e un miglioramento qualitativo dell’offerta riabilitativa del Centro di Salute Mentale, cui corrisponde un preciso investimento sulla Salute Mentale degli adulti da parte dell’Azienda USL di Cesena.

L’importanza delle strutture residenziali nel percorso di riabilitazione psichiatrica del Dipartimento di Salute Mentale dell’Ausl di Cesena

Le strutture residenziali costituiscono parte integrante dell’area riabilitativa psichiatrica. Infatti, benché le cure e i trattamenti specifici (farmacologico e psicoterapico) abbiano ridotto grandemente l’impatto delle patologie mentali sul funzionamento globale delle persone  affette da disturbi psichici gravi e persistenti, in alcune situazioni è necessario offrire assistenza in strutture protette per proseguire l’iter terapeutico e intervenire sulle competenze individuali (relazionali e sociali) migliorandole.

“L’assistenza residenziale – spiega Michele Sanza, responsabile del Dipartimento di Salute Mentale dell’Ausl di Cesena – pur sviluppandosi in programmi assistenziali di lungo periodo, non costituisce una risposta globale e definitiva alle patologie psichiatriche maggiori, quanto piuttosto un mezzo che rende possibile la prosecuzione delle attività terapeutiche e riabilitative per quelle persone che provengono da un contesto troppo fragile  o la cui patologia si rivela incompatibile con la permanenza nell’ambiente di provenienza”.

Questi interventi costituiscono presidi preziosi e indispensabili che completano il circuito terapeutico delle psicosi e dei disturbi di personalità gravi, che fa capo al Centro di Salute Mentale (CSM), fulcro dell’assistenza psichiatrica territoriale, e al Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) che con l’assistenza di tipo ospedaliero offre trattamenti per le fasi acute di malattia e per gli scompensi più gravi.

E’ importante sottolineare infatti che la riabilitazione è un’area di pertinenza del CSM che si avvale di strutture intermedie (Centri diurni) e trattamenti intensivi (ambulatoriali e domiciliari). Pertanto i programmi residenziali sono in continuità con l’intero corredo di prestazioni riabilitative offerte dal CSM, cui si aggiungono gli interventi diretti alle famiglie (gruppi psicoeducazionali, sostegno e trattamento per i care givers).

L’offerta riabilitativa residenziale del Dipartimento di Salute Mentale

L’offerta riabilitativa residenziale dei Centri di Salute Mentale del Dipartimento di Salute mentale dell’Azienda USL di Cesena consta complessivamente di 109 posti, così suddivisi: 22 posti in STRUTTURE SOCIO RIABILITATIVE (10 posti letto a Tipano – Cesena – e 12 posti letto a Branchise (Gambettola) con copertura assistenziale 24 ore su 24), ad esclusivo invio del Centro di Salute Mentale dell’Ausl cesenate; 13 posti in STRUTTURE SOCIO – ASSISTENZIALI (Gruppi Appartamento): 4 posti letto nella struttura delle Vigne con copertura 6 ore/die per 6 giorni); 6 posti letto in “Via Ficchio” con copertura 12 ore/die per 7 giorni); 3 posti letto nella struttura autogestita “Carducci” di Cesenatico.

A queste si aggiungono 19 persone inserite in Strutture Residenziale Socio Riabilitative esterne, 26 persone inserite dal Centro di Salute Mentale dell’Ausl in Strutture Residenziali Socio Assistenziali esterne e 29 inserimenti del CSM in Case di Riposo.

Esistono poi due STRUTTRE SEMIRESIDENZIALI: il Centro Diurno “Don Minzoni” (15 posti, apertura 8 ore diurne (9 – 17) per 5 giorni, previsto ampliamento di tre posti fin dal termine dei lavori di ristrutturazione in atto, e il Centro Diurno “Branchise” di Gambettola con 10 posti, apertura 8 ore diurne (9 – 17) per 5 giorni.

Le strutture riabilitative del Centro di Salute Mentale dell’Ausl di Cesena sono gestite dalla Cooperativa “Quadrifoglio”.

In campo riabilitativo la riorganizzazione dell’offerta dei servizi prevede anche:

-  lo sviluppo del sistema del case management intensivo. E’ un sistema che coinvolge e responsabilizza direttamene il personale del comparto, e in particolare gli infermieri, sulla gestione dei casi più complessi affidando loro risorse e competenze per il trattamento riabilitativo. Il medico continua a svolgere  compiti di supervisione tecnica e di consulenza attiva sulla gestione terapeutica del caso.

- revisione degli interventi domiciliari; E’ stato attivato un gruppo di professionisti per la revisione degli interventi domiciliari e la razionalizzazione delle prestazioni con l’obiettivo di ampliare la presenza a casa degli ammalati di personale esperto del CSM

- promozione di interventi sistematici sui e per i familiari di tipo psicoeducazionale anche in collaborazione con le associazioni dei familiari – E’ stato attivato un Centro di ascolto e di consulenza psicologica per i familiari degli ammalati presso il Centro di Salute Mentale di Cesena. Gruppi psicoeducazionali e gruppi di auto aiuto per i care givers saranno attivati entro il 2008 in entrambe i CSM dell’Azienda.

Dati di attività del  Centro di Salute Mentale così suddivisi

Distretto Cesena Savio

Nel 2006 il Centro di Salute Mentale del distretto Cesena-Savio ha seguito 1790 utenti ed per un totale di 34295 prestazioni effettuate. I cosiddetti “primi contatti” sono stati 454 (di cui 288 presi in carico e 166 senza la prosecuzione di un percorso terapeutico strutturato)

Distretto Rubicone

Nel 2006 il Centro di Salute Mentale del distretto Rubicone ha seguito 1664 utenti ed per un totale di 18237 prestazioni effettuate. I cosiddetti “primi contatti” sono stati 598 (di cui 370 presi in carico e 228 senza la prosecuzione di un percorso terapeutico strutturato).

www.romagnaoggi.it





Politiche 2008 a Cesena

16 04 2008

Senato della Repubblica

Capo Coalizione
o Singola Forza Politica

Liste

%

WALTER VELTRONI

PARTITO DEMOCRATICO

50,25 %

DI PIETRO ITALIA DEI VALORI

4,14 %

Totale Coalizione

54,39 %

SILVIO BERLUSCONI

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

26,62 %

LEGA NORD

5,20 %

Totale Coalizione

31,82 %

PIER FERDINANDO CASINI

UNIONE DI CENTRO

5,08 %

FAUSTO BERTINOTTI

LA SINISTRA L’ARCOBALENO

3,36 %

Camera dei Deputati

Capo Coalizione
o Singola Forza Politica

Liste

%

WALTER VELTRONI

PARTITO DEMOCRATICO

50,50 %

DI PIETRO ITALIA DEI VALORI

4,40 %

Totale Coalizione

54,90 %

SILVIO BERLUSCONI

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

25,60 %

LEGA NORD

5,70 %

Totale Coalizione

31,30 %

PIER FERDINANDO CASINI

UNIONE DI CENTRO

5,00 %

FAUSTO BERTINOTTI

LA SINISTRA L’ARCOBALENO

2,70 %





Presentato il rapporto sullo stato di salute della popolazione cesenate, i dati

7 04 2008

L’Azienda Usl Cesena informa che il 70% della popolazione adulta del comprensorio cesenate (18-69 anni) dichiara di sentirsi in buono stato di salute, su una popolazione complessiva di 197.000 abitanti che registra sempre più anziani, più stranieri, famiglie più piccole, figli che arrivano sempre più tardi.

I cesenati, tutto sommato, vivono abbastanza bene, con qualche criticità legate alla difficoltà di trovare lavoro e alla diminuzione del potere di acquisto delle famiglie.

E’ quanto emerge dal Profilo di Comunità 2008, presentato questa mattina, venerdì 4 aprile 2008, nella Sala Rossa del Cinema San Biagio di Cesena.

Lo studio, effettuatodall’Unità Operativa Epidemiologia e Comunicazione del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl di Cesena e dagli Uffici di Piano dei Comuni dei Distretti Cesena-Valle Savio e Rubicone, rappresenta uno strumento conoscitivo indispensabile per poter progettare e migliorare le politiche sociali e sanitarie di un territorio.

Il profilo di comunità, che fotografa la realtà del territorio cesenate nel suo complesso – struttura socio-demografica, indicatori di salute, stili di vita della popolazione ecc., – rappresenta lo strumento da cui la Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria dovrà partire per indicare gli indirizzi e le priorità di tutta la programmazione sociale e sanitaria del territorio attraverso l’adozione dell’atto di indirizzo e coordinamento per il triennio 2009-2011.

All’incontro hanno partecipato Giovanni Bissoni, assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia Romagna, Maria Basenghi, direttore generale dell’AUSL di Cesena, Giordano Conti, presidente della Conferenza Sociale e Sanitaria Mauro Palazzi, direttore dell’Epidemiologia e Comunicazione dell’Azienda USL Cesena, Davide Trevisani presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena, Antonio Amoroso, Segretario CISL Forlì-Ceserna, Maddalena Forlivesi direttore API Forlì-Cesena, Giuseppe Botticelli presidente Comitato Consultivo Misto AUSL di Cesena, Bruna Zani preside Facoltà di Psicologia di Cesena, Balduino Simone, dirigente superiore Centro Addestramento Polizia Stradale, Giampaolo Leonardi presidente Comitato Distretto Cesena Valle Savio, Elena Battistini presidente Comitato Distretto Rubicone Mare e Alberto Manni, assessore Sanità e Welfare della Provincia di Forlì Cesena.

L’assessore Giovanni Bissoni ha sottolineato l’importante ruolo di programmazione socio-sanitaria della Conferenza Territoriale Sociale Sanitaria (che rappresenta tutti i Comuni del territorio cesenate), e ha chiarito come il “profilo di salute” si affianca ad altri strumenti di pianificazione previsti dal Piano sociosanitario regionale.

La Dott.ssa Maria Basenghi ha sottolineato che “i dati contenuti nel Profilo di Comunità, che sono sicuramente rilevanti sul piano clinico ed epidemiologico, costituiscono un documento importante per il controllo degli effetti degli interventi compiuti, per la programmazione delle iniziative o scelte da mettere in atto sul territorio cesenate, per la sussidiarietà di tipo inter-istituzionale che può attuare ‘buone pratiche’ di gestione: un ‘circolo virtuoso’ di programmazione, gestione, verifica, rendicontazione dei risultati di salute, tesi ad un concreto guadagno di salute”.

.”Il Profilo di Comunità nasce dall´esigenza di creare una carta di identità esaustiva del territorio, con l´obiettivo di dare risposte sempre più integrate e molteplici ai bisogni dei cittadini – commenta Giordano Conti, Presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria di Cesena. – E´ una sfida importante, che interpella tutte le risorse della comunità, a partire dalla famiglia, sino ad arrivare alla ricca rete di organizzazioni sociali che devono essere continuamente valorizzate e sostenute”.

PROFILO DI COMUNITÀ 2008 DEL TERRITORIO CESENATE:

ALCUNI DATI SIGNIFICATIVI IN SINTESI

1. Il Contesto locale

Nei 15 Comuni del Cesenate vivono circa 197.000 abitanti. La fascia collinare-pianeggiante è la più popolosa; il Comune di Cesena, con i suoi 94.000 cittadini, rappresenta circa il 50% della popolazione residente. I cambiamenti nella struttura demografica della popolazione, in linea con il contesto regionale, nazionale ed europeo sono rappresentati dall’invecchiamento della popolazione, il costante aumento di cittadini di origine straniera e la leggera ripresa della natalità. Il tenore di vita, in linea con quello regionale, si mantiene a livelli alti. La voce di spesa maggiore per le famiglie è quella relativa all’abitazione (mutui, affitti), in continua crescita negli ultimi anni.

Il livello di occupazione è alto, anche se emergono elementi di criticità in alcune fasce della popolazione, in particolare i giovani (problemi di precariato e/o lavoro poco qualificato), le persone di 30-49 anni (difficoltà nel reinserimento lavorativo) e le donne (difficoltà a conciliare lavoro professionale e quello in ambito familiare).

Il territorio è caratterizzato da un elevato “capitale sociale” e la provincia di Forlì-Cesena si colloca sotto questo profilo al 3° posto in Regione e all’11° in Italia; l’associazionismo è vivace, con più di 700 associazioni attive sul territorio.

2. I bisogni e le risorse della comunità

- Famiglia e bambini

Il numero di famiglie cresce, ma si riduce il numero di componenti per nucleo familiare; aumentano le coppie senza figli e le famiglie unipersonali, spesso composte da donne anziane. Il numero di matrimoni è in diminuzione, mentre aumentano separazioni e divorzi; cresce il numero di bambini che vivono con un solo genitore. L’età del matrimonio e del primo figlio è sempre più alta. Lo stato di salute dei minori appare complessivamente molto buono, con tassi molto bassi di mortalità infantile (3.2‰) e giovanile (0.2‰) ed elevate coperture vaccinali.

- Giovani e adolescenti

Nei giovani continua a migliorare il livello formativo con un progressivo aumento degli studenti iscritti ai Licei. I ragazzi si dichiarano abbastanza soddisfatti della realtà in cui vivono, anche se sono consapevoli di convivere con problematiche sociali rilevanti (es. razzismo e povertà).

- Anziani

Il numero di persone sopra i 65 anni è in costante crescita sia in termini assoluti sia come proporzione sul totale della popolazione: gli anziani rappresentano il 21% della popolazione e sono residenti prevalentemente nei Comuni del Distretto Cesena-Savio rispetto al Rubicone (23% vs 18%). Le maggiori preoccupazioni riferite dalle persone anziani sono la solitudine, la depressione e una insufficiente disponibilità economica. Il 34% degli anziani giudica il proprio stato di salute buono.

- Persone disabili

In Emilia-Romagna si stimano circa 4 persone disabili ogni 100 abitanti di 6 anni o più. Nel 2004 nel Comprensorio Cesenate il numero totale degli invalidi sotto ai 65 anni era di 3.356 persone (2% della popolazione di pari età); il 17% dei disabili è minorenne.

- Immigrazione

La popolazione straniera residente è in costante aumento: 6.4% sul totale dei residenti (7.6% nel distretto Rubicone e 5.6% nel distretto Cesena-Savio). Aumentano in particolare i minori stranieri (24% della popolazione immigrata), nei quali le esigenze proprie dell’età evolutiva si associano alla complessità di vivere in contesti socio-culturali differenti tra loro (famiglia e scuola). Nei primi tempi dell’ingresso nella nuova società i bisogni prioritari da soddisfare per le persone immigrate sono rappresentate dal permesso di soggiorno, disponibilità di una casa e di un lavoro. La ricerca del lavoro rimane il motivo principale dell’immigrazione.

3. Qualità della vita percepita e stili di vita

Il 70% della popolazione adulta (18-69 anni) dichiara di sentirsi in buono stato di salute; questa percezione di benessere decresce all’aumentare dell’età e nelle persone con basso livello di scolarità. Il 55% della popolazione fa poca attività fisica, il 45% è in soprappeso o obesa, i fumatori sono il 29% e il 20% eccede nel consumo di alcol.

4. Le principali malattie e le principali cause di morte

Nel 2006 nel Comprensorio Cesenate si sono verificati 1.832 decessi, pari a 928 decessi ogni 100.000 abitanti. Le malattie del sistema cardio-circolatorio rappresentano la prima causa di morte (40% dei decessi complessivi); i principali fattori di rischio per queste malattie sono molto diffusi nella popolazione adulta: si stima che il 21% sia iperteso e il 32% abbia il tasso di colesterolo alto. I tumori rappresentano la seconda causa di morte (33% dei decessi complessivi); il numero di nuovi casi di tumore è in aumento in correlazione con l’invecchiamento della popolazione, ma si allungano i tempi di sopravvivenza e diminuisce la mortalità. Le malattie del sistema respiratorio rappresentano la terza causa di morte (9% delle morti).

5. Ambiente di vita e di lavoro

- Ambiente Fisico, Acque e Alimenti

Ozono e polveri fini (PM10) sono gli inquinanti più critici per la qualità dell’aria nel territorio del cesenate. Con una riduzione dei livelli di PM10 in eccesso si stima di poter evitare circa 13 decessi all’anno.

Le condizioni delle acque marino-costiere del nostro litorale sono buone dal punto di vista batteriologico; alcune criticità riguardano i parametri correlati allo stato trofico (microalghe, mucillagine) Negli ultimi anni si è registrato un notevole decremento della tossinfezioni alimentari segnalate, sia in termini di episodi che di singoli casi. In particolare, negli ultimi cinque anni, non sono state registrate tossinfezioni alimentari da Salmonella nelle 62 strutture con ospiti particolarmente sensibili (ospedali, case di cura, asili nido, istituti per anziani).

- Casa e salute

Nel censimento del 2001 risultavano nel Comprensorio Cesenate 87.517 abitazioni, di cui 70.569 occupate (81%), per la quasi totalità da residenti. Dei 69.902 alloggi occupati da persone residenti, il 76% risultavano alloggi di proprietà. I costi legati all’abitazione sono in continua crescita: nel 2006 in Emilia Romagna il 27% della spesa mensile è stata destinata all´abitazione (mutuo, affitto), pari a circa 750 euro mensili.

- La mobilità

La domanda di mobilità è in crescita nella popolazione ed è stata assorbita quasi interamente da mezzi individuali, con bassa quota di mercato per i mezzi dei trasporto pubblici. Nella provincia di Forlì-Cesena il numero autovetture ogni mille abitanti è pari a 619 (contro 596 valore medio nazionale).

Per quanto riguarda il trasporto pubblico, nel 2006 sono più di 5 milioni i viaggi effettuati dai passeggeri delle linee urbane di Cesena, con un incremento dell’8% rispetto al 2005 e del 18% rispetto al 2004. Sono quasi 15.000 i passeggeri al giorno a bordo degli autobus in circolazione a Cesena.

- Incidenti stradali

Gli incidenti stradali rappresentano la prima causa di mortalità evitabile nei giovani tra i 15 e i 35 anni, con alti costi sociali ed economici. Nel 2006 nella provincia di Forlì-Cesena si sono registrati 2.236 incidenti stradali, dato in aumento dopo la diminuzione degli ultimi 4 anni (come nel resto della Regione); il 2% degli incidenti ha avuto conseguenze mortali.

La mortalità mostra una tendenza alla diminuzione dal 1995 fino al 2001 e si è stabilizzata negli ultimi trienni. Un’analisi effettuata prima e dopo l’introduzione della legge sull’obbligo del casco (marzo 2000), ha permesso di rilevare una diminuzione significativa (60%) del rischio di morire per trauma cranico.

- Infortuni sul lavoro

L’Emilia Romagna si colloca, per il triennio 2002-2004, al 3° posto in Italia per frequenza infortuni nel loro complesso (4,2 casi ogni 100 addetti). La provincia di Forlì Cesena detiene il primato dell’indice infortunistico a livello regionale (5,4 ogni 100 addetti) anche se il trend complessivo e i casi mortali appaiono in calo: 4 infortuni mortali nel 200 sull’intera provincia rispetto ai 14 del 2003.